| Ipotesi rinvio elezioni regionali. Il diritto è a garanzia dei più deboli |
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| Giovedì 04 Marzo 2010 16:53 |
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La vicenda della esclusione dalla competizione elettorale per le regionali del Pdl a Roma, del listino Polverini nel Lazio e del listino Formigoni in Lombardia sta assumendo toni drammatici e preoccupanti. Quello che preoccupa è non solo il fatto che il Pdl romano, tra ritrovi improvvisati, maratone oratorie, manifestazioni varie pretenda di rovesciare la frittata evitando di assumersi la responsabilità del pasticcio combinato e cercando di scaricarla su chi ha operato correttamente nel rispetto della legge. A preoccupare soprattutto sono i toni da “fine del mondo” di chi in queste ore addirittura ipotizza leggi speciali, provvedimenti ad hoc per riaprire i termini del procedimento non escludendo anche il rinvio del voto. Ma ci rendiamo conto di quanto è grave la situazione? Certo, il fatto che gli elettori del Pdl non possano votare la propria lista può apparire grave ma non c’è paragone con il rischio di vanificare il senso di qualsiasi regola che è alla base della democrazia e della convivenza civile. Può anche dispiacere per gli elettori del Pdl ma, prima si rendono conto che se ci sono stati errori sono quelli commessi dai loro dirigenti, e meglio è. In anni e anni di consultazioni elettorali le liste escluse si contano a centinaia come si evince dalla nutrita giurisprudenza in materia e mai a nessuno è venuto in mente di ricorrere a provvedimenti “personalizzati”. Farlo ora significherebbe stabilire una volta per sempre che la legge non è uguale per tutti, ma che i principi che regolano la trasparenza e la democrazia sono semplicemente in mano dei più e dei più forti.
Se l’esito di questa vicenda dovesse essere la manomissione delle regole sarà un gravissimo precedente e non avremmo più la garanzia della regolarità di ogni elezione futura e questo andrà anche a scapito dello stesso Pdl. Per fortuna molti di loro sembrano esserne resi conto a giudicare dal dibattito che si è svolto oggi sul forum del sito dei Club della Libertà, dibattito che non è più disponibile on line perché opportunamente fatto sparire dagli stessi amministratori del sito. Questo rischio non può essere corso e non tranquillizzano le voci che si rincorrono secondo cui anche il Pd potrebbe accettare uno scambio tra il rinvio del voto (con l’abbinamento alle comunali di Bologna) e il ritiro da parte della maggioranza del regolamento sulla par condicio. Se ciò fosse vero sarebbe gravissimo. Sarebbe uno scambio di favori sulla pelle di tutti i cittadini e degli stessi elettori del Pd. Come se si potesse trattare una questione del genere come una normale trattativa su dettagli di secondaria importanza. Siamo dalla parte di coloro che con tanta fatica, notti insonni per la preoccupazione, umiltà e passione si sono dedicati alla preparazione degli atti per la presentazione delle liste, e che quando hanno commesso errori, si sono visti escludere liste con le possibilità di appello previste dalla legge – le stesse per tutti - ma senza alcun paracadute di altro tipo. Abbiamo imparato che in fatto di elezioni gli errori si pagano caro e lo abbiamo accettato perché è a garanzia di tutti; abbiamo imparato che dietro le norme che le regolano non c’è una burocrazia senza senso o vuoti bizantinismi ma la garanzia della correttezza del procedimento. Di tutto questo si fa strame. Assistiamo quindi anche con rabbia al fatto che quando a sbagliare sono i più forti il rimedio si trova. Non importa che questo sia profondamente diseducativo, che la prossima volta non ci sarà regola che tenga, che il pressappochismo di pochi non verrà sanzionato… una pacca sulla spalla e via! Questa è l’amara lezione che ci consegna questa vicenda. Sandra Cerusico e Mimma Tisba – responsabili ufficio elettorale della Federazione della Sinistra |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Marzo 2010 20:26 |





