DECRETO-LEGGE 5 marzo 2010, n. 29 Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione. (10G0052) (GU n. 54 del 6-3-2010
testo in vigore dal: 6-3-2010
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 17 febbraio 1968, n. 108;
Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di consentire il corretto svolgimento delle consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi delle Regioni a statuto ordinario fissate per il 28 e 29 marzo 2010 tramite interpretazione autentica degli articoli 9 e 10
della legge 17 febbraio 1968, n. 108, e dell'articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, assicurando il favor electionis secondo i principi di cui agli articoli 1 e 48 della Costituzione;
Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Marzo 2010 09:53
Della serie: quando serve a loro ..................
Venerdì 05 Marzo 2010 16:02
Quando per le firme si è tornati alle urne
A ogni tornata diverse liste escluse. Il caso Mussolini nel 2005 e l'annullamento del voto in Molise del 2000
MILANO - Quanto contano le irregolarità delle firme nella presentazione delle liste? Tanto, almeno stando alla questione di legge, dove la forma è sostanza. E infatti in ogni tornata elettorale (anche in questa) ci sono diverse liste escluse per motivi che riguardano le firme. Il più comune: quelle ritenute valide non sono sufficienti, come è accaduto nel caso della lista Formigoni. Ma ci sono situazioni più intricate, quando le firme depositate di una lista accettata vengono poi scoperte in parte irregolari o addirittura false.
VOTO DA RIPETERE - Ovviamente il problema riguarda molto spesso liste minori e locali. Ma qualche volta sono state «stoppate» anche liste di partiti importanti. Nella cronaca degli episodi legati alla questione liste-firme, la vicenda più recente che aveva occupato le prime pagine dei giornali è quella della lista «Alternativa Sociale» di Alessandra Mussolini. Risale alle elezioni regionali in Lazio del 2005 e allora a contestare la regolarità di quelle firem era il centrodestra, cche aveva come candidato Francesco Storace. E lo scontro fra i due esponenti della destra fu durissimo. Ma c'è anche un precedente clamoroso, proprio per un voto regionale, nel quale la irregolarità nelle firme di presentazione delle liste ha addirittura fatto decadere una giunta appena eletta e costretto a nuove elezione. E' accaduto nel 2001 in Molise: un ricorso al Tar del Polo, ovvero della coalizione di centrodestra, ha fatto annullare l'elezione di Giovanni Di Stasi (Ulivo) in carica da circa un anno. L'elezioni si erano svolte nel Duemila. In quell'ccasione Forza Italia e gli alleati contestarono alcune firme delle liste dei Comunisti Italiani e dei Verdi perché non riportavano il tipo di documento (carta di identità passaporto, patente) utilizzato per il riconoscimento ma solo il numero. I giudici del Tar e poi il Consiglio di stato accolsero il ricorso. A quel punto la giunta fu dichiarata decaduta. Le elezioni, ripetute nel 2001, hanno portato alla vittoria del centrodestra guidato da Michele Iorio.
Lo stesso Iorio, 5 anni prima, era nello schieramento opposto, come candidato dell'Ulivo alle Politiche. Ma fu escluso perché a presentare la lista era stata una persona diversa dal depositario del simbolo. I ricorsi non ottennero nessuna correzione a termini scaduti, consentendo al Polo delle Liberta' di guadagnare senza sforzo un seggio in piu' alla Camera.
Il candidato alla presidenza della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra, Vittorio Agnoletto, chiama a raccolta "tutti i democratici di Milano e della Lombardia" per una "mobilitazione immediata davanti alle Prefetture, nel caso il Consiglio dei ministri assuma qualunque iniziativa legislativa, decreto o disegno di legge, per modificare la legislazione elettorale". Secondo Agnoletto, infatti, "la modifica delle regole per la competizione elettorale già iniziata rappresenterebbe un vero e proprio golpe inammissibile in qualunque Paese democratico.